In tempi di carestia (7° e ultima parte)
Eccoci qui, all’ultima parte di questa serie, ma non sicuramente l’ultima come tema, in quanto l’argomento è odierno e sulla bocca di molti.
Dunque, abbiamo visto che il nemico sta preparando il terreno per iniziare il controllo totale, attraverso il pensiero e la tecnologia. Dunque cosa fare? Quando tutto questo inizierà? e nel frattempo? Molte le domande che possono nascere, ma che nessuna di esse dovrà portarci ad agire per paura o panico. Questo è il tempo della FEDE, fatta di profonda fiducia e consacrazione alla Parola di Dio che dice:
“Il cielo e la terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno”
Gesù, Matteo 24:35
La fiducia dovrà essere totale, ecco perchè Dio sta permettendo il crollo degli idoli sui quali la maggior parte delle persone si appoggiava. Il conoscere Dio è il valore massimo per un essere umano, come il saggio dei saggi cita nei suoi proverbi:
“Figlio mio, se ricevi le mie parole e fai tesoro dei miei comandamenti, prestando orecchio alla sapienza e inclinando il cuore all’intendimento; sì, se chiedi con forza il discernimento e alzi la tua voce per ottenere intendimento, se lo cerchi come l’argento e ti dai a scavarlo come un tesoro nascosto, allora intenderai il timore dell’Eterno, e troverai la conoscenza di DIO”
Proverbi 2:1 -5
Dio sta permettendo questo terremoto economico con lo scopo anche di rimuovere quegli appoggi umani e terreni che limitano i Suoi figli alla Sua conoscenza, spingendoci verso una nuova e profonda ricerca di Lui, come unico e vero Dio e fonte di benedizione. Se comprendiamo profondamente come Lui sta muovendo tutte le cose, ne vedremmo un atto di amore nei confronti della Sua Sposa (perchè Lui è amore).
Dunque, analizzando gli avvenimenti, confrontandoli con la Parola e ricevendo le rivelazioni dello Spirito Santo, con sapienza e saggezza siamo chiamati ad anticipare i tempi proprio come fece Noè. Pertanto, mentre da una parte consacriamo la nostra vita al Signore dichiarando e vivendo la piena e totale fiducia in Lui, dall’altra parte ci prepariamo a costruire l’arca che, proprio come ai tempi di Noè salvò lui e la sua famiglia. Petanto, senza aspettare che gli avvenimenti ci piombino addosso, possiamo iniziare a considerare i passi per la progettazione e la costruzione. Questi passi devono essere fatti con l’obiettivo di renderci indipendenti in quelle che sono le risorse di sopravvivenza. In questo modo si produce quel sano distacco dalle istituzioni (aziende private, pubbliche e governi) che obbligatoriamente in un vicino futuro dovranno fare scelte contrarie ai principi biblici.
Altre persone stanno optando per questo tipo di soluzione di vita, magari non avendo la stessa nostra motivazione, ma, allo stesso modo una sensibile percezione che un cambio di stile di vita è necessario e vitale. Ecco perchè stanno nascendo centri chiamati appunto CoHousing i quali aggregano persone e famiglie con gli stessi intenti.
Così fecero i pionieri del Sionismo in Israele, formando i famosi Kibbutzim che ancora oggi stanno avendo un profondo ruolo di aggregazione e produzione. Il primo nel lontano 1909 sul Lago di Tiberiade, fino ad arrivare ad oggi a circa 250. Un mese fa circa, io e il foto giornalista Luca Rajna (www.ajn.it) siamo andati a visitarne due, il Kibbutz Afek e il Kibbutz Kishorit. Il primo esporta prodotti medicali in varie parti del mondo mentre il secondo è nato e vive per creare un ambiente sicuro e dare futuro a persone con problemi fisici.
Quello che alcune famiglie mi stanno chiedendo sono dati e informazioni riguardo questi progetti che io chiamo “Eco-Village”, portandomi ad iniziare questa serie di riflessioni e ad aggiungere una nuova categoria al Blog chiamata appunto ARCA.
Pertanto da ora in avanti chi ha dati a riguardo potrà inserirli in questo commento o scrivermi in modo da arricchire questo specifico argomento.
Video sui Kibbutzim in Israele (in Inglese)

